Foto 2014
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Posto i link alle gallery online dove si possono ammirare gli splendidi acquari che hanno partecipato ad alcuni degli oramai numerosi contest nazionali ed internazionali di aquascape:
AGA International Aquascaping Contest 2011
Vietnam Aquatic Design Contest 2011
Concurso Brasileiro de Aqua-Paisagismo (CBAP) 2011
Aquatic Scapers Europe International Aquascaping Contest 2011
4º Concurso Paranaense de Aquapaisagismo
Indonesia Aquascape Contest 2011
Aquascaping World Competition
Aquagora CAPA 2011
Russian Open Aquatic Plants Layout Contest 2011
The Art of the Planted Aquarium
The Best Nature Aquarium Design Open Contest 2010 (Sono ancora aperte le iscrizioni al contest 2011)
Acuavida Aquascaping Contest 2010 (L'edizione 2011 del contest è saltata per motivi organizzativi mentre l'edizione 2012 dovrebbe tenersi regolarmente)
The Inernational Aquatic Plant Layout Contest (E' il contest più prestigioso, si tiene annualmente, ma, sfortunatamente, non esiste una gallery online con le foto degli acquari partecipanti perché le foto più belle vengono raccolte in un volume cartaceo disponibile sul mercato)
Alcune delle foto che hanno partecipato all'edizione di quest'anno di questo contest è possibile trovarle in raccolte non ufficiali presenti su vari siti web e forum come, ad esempio:
http://www.greenaqua.hu/fotogaleria-akvarium-ada-iaplc-2011
http://www.aquascapingworld.com/forum/announcements/5208-iaplc-2011-results-out.html
Ringrazio anticipatamente chiunque mi segnali i link alle gallery di altri contest 2011 di aquascape non ancora inclusi in questa lista
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Claudio Cappelletti
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Claudio Cappelletti
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JBL, sulla scia di quanto hanno gia fatto altri marchi come Dennerle, ha rilasciato una nuova linea di prodotti adatti ad acquari di piccole dimensioni.
Fra questi prodotti troviamo mangimi e biocondizionatori (anche specifici per gamberetti).
Come fertilizzante JBL propone due possibilità: Il JBL nanoferropol24 ed il JBL nanoferropol24 Moos.
Il primo è privo di azoto e fosforo mentre il secondo è completo di micro e macro elementi ed apporta quindi anche azoto e fosforo. Quest'ultimo sembra decisamente un prodotto interessante.
La composizione dei due fertilizzanti è riportana nel PDF presente sul sito JBL.
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Claudio Cappelletti
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Claudio Cappelletti
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Ultimamente leggo nei forum i post di acquariofili (o ex acquariofili?) che accampano una miriade di scuse per giustificare il fatto che non hanno più voglia di compiere le normali operazioni di manutenzione dell''acquario come i periodici cambi dell'acqua. A volte queste giustificazioni sono prese a loro volta da libri in cui, ad esempio, Diana Walstad presenta un approccio di questo tipo. A mio parere la Walstad è una pessima acquariofila perché è caduta nella trappola di voler portare a casa più acquari di quanti ha tempo e voglia di gestire correttamente e quindi li gestisce nel modo non rispettoso che propone.
Altri si spingono oltre e per essere sicuri di non dover effettuare cambi dell'acqua nemmeno ogni 3-6 mesi come come propone la Walstad arrivano a suggerire di non dare da mangiare ai pesci tutti i giorni..... tenendo in pratica i pesci alla fame e nella sporcizia.
Per farvi capire il mio punto di vista vi propongo di immaginare un esperimento analogo in cui prendiamo una persona che chiamiamo "Mister X" ma vi suggerisco di immaginare che questo esperimento sia fatto su voi stessi e quindi vi suggerisco di sostituire "Mister X" con il vostro nome di battesimo. Inoltre immaginate che questo esperimento venga condotto contro la vostra volontà ovvero che qualcuno vi obblighi a subirlo.
L'esperimento si svolge così: per un anno "Mister X" può nutrirsi una sola volta al giorno e non può lavarsi.
Dopo un anno, alla fine dell'esperimento, "Mister X" puzza ma probabilmente è ancora vivo.
Quindi la conclusione (sbagliata) sarebbe che è bene che "Mister X" non si lavi e che si nutra una sola volta al giorno così diventa più ecologico.
Allo stesso modo trovo irrispettoso fare lo stesso esperimento sulla pelle degli inquilini dell'acquario e considero che gestioni di questo tipo non siano una cattiveria inferiore a quella di tenere un pesce rosso in una piccola boccia o un Betta splendens in un bicchiere...... anche in questi casi il malcapitato pesce magari dopo un anno sopravvive ancora.......
Se uno non ha più voglia di gestire un acquario perché non lo smantella e non si trova un altro hobby che non comporti il far soffrire inutilmente delle forme di vita?
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Claudio Cappelletti
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Sump e filtri wet-dry
Entrambe queste soluzioni che vengono spesso utilizzate negli acquari marini possono essere utilizzate anche negli acquari d'acqua dolce. Queste soluzioni permettono migliori scambi gassosi rispetto ai filtri esterni tradizionali permettendo ad una maggiore quantità di ossigeno di diffondere nell'acqua dell'acquario. Questo migliora e rende più rapidi i processi decompositivi però causa una considerevole dispersione di CO2. Erogando una quantità sufficiente di CO2 si può comunque ovviare alla sua maggiore dispersione quindi in pratica l'unico inconveniente è che si deve erogare una quantità maggiore di CO2 e che una parte maggiore di essa finisce sprecata.
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Claudio Cappelletti
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Materiali filtranti
Molti filtri commerciali sono venduti con già i materiali filtranti al loro interno. In molti casi tali materiali sono adatti allo scopo e quindi non è necessario sostituirli con altri. Prima di cambiare tali materiali provate il filtro e vedrete che il produttore, molto probabilmente, avrà seguito una logica nello scegliere quali materiali filtranti proporre e quindi sostituendoli con altri materiale si potrebbe addirittura peggiorare le cose.
Per il filtraggio biologico gli aspetti importanti sono che il materiale filtrante deve rendere disponibile una grande superficie per l'insediamento dei batteri, che permetta di sfruttare al meglio possibile il volume del filtro e che non causi facilmente la diminuzione del flusso d'acqua attraverso di esso. Se la pompa del filtro è sufficientemente potente non si avranno grossi problemi con tutta una serie di materiali diversi mentre se la pompa non è molto potente i materiali dovranno essere scelti privilegiando quelli che non ostacolano troppo il passaggio dell'acqua (come, ad esempio, delle spugne).
I filtri che privilegiano troppo il risparmio energetico hanno pompe di potenza appena sufficiente e sono più soggetti alla diminuzione del flusso dell'acqua non appena il filtro non è più pulitissimo: in questi casi i materiali filtranti devono essere scelti fra quelli che ostacolano il meno possibile il flusso dell'acqua.
Alcuni materiali filtranti hanno una superficie per unità di volume dicchiarata elevatissima: in questi casi sembra che i produttori barino un po’ nel calcolare la superficie utile per l’insediamento batterico perché le micro-porosità del materiale saranno presto ricoperte dal bio-film batterico e non risultano molto utili. La superficie utile del materiale filtrante dovrebbe invece essere data dalla geometria (forma) del materiale stesso e non dalle micro-porosità.
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Claudio Cappelletti
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Diminuzione della concentrazione di ossigeno durante la notte
La notte quando le piante non producono ossigeno ma anzi contribuiscono a consumarlo la concentrazione di ossigeno può diventare troppo bassa. Per evitarlo si può utilizzare:
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Claudio Cappelletti
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Mantenimento del flusso dell'acqua
Quando avete appena montato un nuovo filtro o quando lo avete appena pulito osservate bene il flusso d'acqua da esso generato: quando il flusso d'acqua diminuisce diventa necessario pulire il filtro per ripristinare il flusso d'acqua iniziale. L'ostruzione che causa la diminuzione del flusso d'acqua spesso è causata da dello sporco che si è depositato nei tubi o nei raccordi dei tubi oppure i materiali filtranti ostruiscono il corretto flusso d'acqua perché fra di essi è presente troppo sporco (materiale organico in decomposizione) oppure il rotore può essere ostacolato da sporco e dallo strato batterico che si forma nella su di esso o nella camera in cui è alloggiato.
L'ostruzione deve essere rimossa pulendo ciò che la causa.
I tubi possono essere puliti con apposite spazzole oppure, in genere, è sufficiente fare scorrere attraverso di essi un forte flusso di acqua mettendoli sotto ad un rubinetto aperto al massimo e premendo il tubo al rubinetto in modo da fare scorrere nel tubo acqua con la pressione maggiore possibile. Ripete l'operazione facendo scorrere l'acqua in entrambi i versi.
Fate lo stesso con i raccordi dei tubi e con gli accessori per il prelievo e l'immissione dell'acqua dalla vasca.
Pulite il rotore con uno straccio ed anche la camera in cui è alloggiato.
Se è presente del materiale adibito al filtraggio meccanico dell'acqua lavatelo accuratamente.
Se il flusso d'acqua non si riprende nemmeno in questo modo pulite anche parte del materiale adibito al filtraggio biologico in quanto la causa è che probabilmente in esso è presente troppo sporco e questo ostacola il corretto flusso dell'acqua.
Attenzione: pulendo il rotore prestate attenzione all'asta del rotore potrebbe essere in materiale ceramico che viene utilizzato perché genera meno vibrazioni rispetto alle pompe con asta in materiale metallico però le aste in materiale ceramico sono fragili e non è difficile romperle.
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Carico organico e manutenzione del filtro
All'aumentare del numero e della dimensione dei pesci presenti nell'acquario aumenta la quantità di cibo da somministrare loro per non portarli alla morte per inedia dopo un periodo più o meno lungo di dieta forzata imposta dalla cattiveria dell'acquariofilo. Spesso al contrario gli acquariofili somministrano troppo cibo ed anche questo è controproducente per la salute dei pesci e dell'ecosistema dell' acquario.
Se sono presenti molti pesci il filtro dovrà essere di dimensioni più generose e si dovranno intensificare le varie operazioni di manutenzione dell'acquario.
Se il carico organico è accettabile la manutenzione del filtro si limita a periodiche pulizie dei materiali adibiti alla filtrazione meccanica, alla pulizia del rotore e, se necessario, dei tubi. La pulizia dei materiali adibiti alla filtrazione biologica può essere effettuata molto di rado (una o due volte all'anno) prestando attenzione a non pulire contemporaneamente tutti i materiali adibiti alla filtrazione biologica per permettere al filtro di continuare a svolgere la sua funzione biologica con i materiali che non avete lavato. I batteri colonizzeranno nuovamente i materiali che avete lavato nei giorni successivi.
Se il carico organico invece è elevato ed il filtro non risulta sufficiente allora sarà necessario pulirlo più spesso per rimuovere parte dello sporco che in esso si deposita, questo per evitare di avere una quantità eccessiva di materia organica in decomposizione che influisce negativamente sulla qualità dell'acqua dell'acquario e per evitare che il filtro si ostruisca causando la diminuzione del flusso di acqua al suo interno o che nel filtro esaurito l'ossigeno presente nell'acqua che defluisce in esso si instaurino fenomeni di denitrificazione controproducenti in un acquario di piante.
(vogliamo che il filtro decomponga la materia organica tramite i batteri eterotrofi e che poi trasformi l'ammonio in nitriti e poi in nitrati evitando che avvengano i processi inversi in cui i nitrati vengono riconvertiti in ammonio. Anche i processi che portano i nitrati ad essere convertiti in azoto gassoso non li vedo di buon grado dato che, personalmente somministro appositamente nitrati alle piante che ne consumano di più rispetto alla quantità derivante dal ciclo dell'azoto)
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Il volume del filtro
Il volume ottimale del filtro idealmente dovrebbe essere pari ad un decimo del volume dell'acquario; tuttavia anche scegliendo un filtro progettato per acquari di capacità massima pari a 2-4 volte quella dell'acquario non si arriva ad un tale volume.... ma ci si può accontentare.
Tendenzialmente è meglio scegliere il filtro con il volume più grande possibile.
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Il movimento superficiale dell'acqua è da evitare o è una cosa positiva?
Il movimento superficiale dell'acqua è indispensabile in particolare di notte per arricchire l'acqua di ossigeno che è indispensabile per i batteri, per i pesci e, di notte, anche per le piante.
Durante il giorno un certo movimento superficiale dell'acqua è utile perché mette al riparo da un'eccessiva erogazione della CO2.
Lo svantaggio è che un forte movimento superficiale dell'acqua disperde CO2 e quindi ci costringe a somministrarne di più.
Un buon compromesso è quello di porre la mandata del filtro un paio di centimetri al di sotto della superficie dell'acqua in modo da generare un movimento superficiale dell'acqua corretto. Porre la mandata del filtro al di sopra della superficie dell'acqua genera un movimento superficiale dell'acqua eccessivo e porla troppo in profondità genera un movimento non sufficiente.
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Il filtro è in competizione con le piante?
Secondo me no, anzi cercare di rendere più rapidi i processi decompositivi aiuta a rendere disponibili quantità maggiori di nutrienti per le piante ottenuti dalla mineralizzazione delle sostanze organiche.
Inoltre migliorare i processi di decomposizione e mineralizzazione delle sostanze organiche permette di mantenere l’acqua più pulita e sana per i pesci e di mantenere sotto controllo le anti-estetiche alghe.
Diana Walstad nel suo libro riporta che il filtro sarebbe in competizione con le piante perché le piante utilizzano ammonio ed il filtro lo rimuove trasformandolo in nitrati. Lei dice che le piante preferiscono assorbire l'azoto in forma ammoniacale rispetto alla forma nitrica ma mostra un grafico da cui si può vedere che questo avviene solo se i livelli di ammonio sono elevati. Sicuramente i pesci non gradiscono livelli di ammonio elevati quindi, dato che le piante possono utilizzare benissimo l'azoto in forma nitrica, ritengo che si debba fare di tutto per tenere l'ammonio alla concentrazione più bassa possibile dato che l'ammonio è tossico per i pesci e stimola le alghe 100 volte di più rispetto ai nitrati (Tom Barr).
La concentrazione di ammonio che dovrebbe essere presente in un acquario "sano" è bassissima, di vari ordini di grandezza inferiore alla minima rilevabile dai comuni test per uso hobbistico.
Le piante per assorbire l'azoto in forma nitrica spendono più energia che per assorbirlo in forma ammoniacale ma questo, a mio parere, non è un grosso problema.
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